Roma, 14 settembre 2026 – EASE – European Association of Sport Employers, l’associazione che rappresenta a livello europeo i datori di lavoro dello sport, ha pubblicato lo studio Shaping a Sustainable European Social Dialogue in the Sport Sector, dedicato allo stato del dialogo sociale nel settore sportivo europeo e alle condizioni per rafforzarlo a livello nazionale e comunitario.
Lo studio individua nella Confederazione Italiana dello Sport una delle sole quattro organizzazioni datoriali europee pienamente impegnate nella contrattazione collettiva del settore, insieme a COSMOS (Francia), WOS (Paesi Bassi) e Arbetsgivaralliansen (Svezia). Italia, Francia, Paesi Bassi e Svezia sono indicati come i Paesi in cui la rappresentanza datoriale dello sport ha raggiunto il grado di maturità necessario a guidare lo sviluppo del dialogo sociale europeo.
Alla Confederazione Italiana dello Sport è dedicata una scheda specifica, che ne richiama il ruolo di parte datoriale firmataria del CCNL dei Lavoratori dello Sport, codice CNEL H077, contratto di ambito particolarmente ampio – impianti sportivi, palestre, centri fitness e benessere, piscine, centri ippici, attività sportive acquatiche e montane, organismi sportivi – che tutela oltre 40.000 lavoratrici e lavoratori ed è indicato dallo studio come il principale contratto collettivo del settore sportivo italiano. Lo studio cita inoltre EBISport, l’ente bilaterale costituito dalle parti firmatarie per il monitoraggio e l’attuazione del contratto.
Il CCNL dei Lavoratori dello Sport è richiamato anche nel capitolo dedicato alla frammentazione contrattuale, quale esempio – insieme alla convenzione collettiva francese – di contratto unitario capace di superare la logica di un accordo per ciascuna disciplina.
Nelle raccomandazioni conclusive, EASE propone di valorizzare le quattro organizzazioni più strutturate come “organizzazioni risorsa” del sistema europeo, attraverso attività di mentoring, scambio di buone pratiche e visite di studio a sostegno dei Paesi in cui la rappresentanza datoriale dello sport è ancora in fase di costruzione. Il modello italiano è espressamente indicato tra quelli da cui trarre ispirazione.
Lo studio si fonda anche sulle interviste condotte con i rappresentanti delle organizzazioni nazionali aderenti a EASE, tra cui la Presidente della Confederazione Italiana dello Sport, Avv. Maria Cecilia Morandini, e sulla visita di studio svolta in Italia nel 2026.
«Il riconoscimento contenuto nello studio EASE conferma la validità del percorso intrapreso: un contratto collettivo unico per l’intero settore, una parte datoriale rappresentativa e un ente bilaterale operativo sono le condizioni che l’Europa indica come necessarie per un dialogo sociale solido. La Confederazione Italiana dello Sport continuerà a mettere questa esperienza a disposizione del sistema europeo», ha dichiarato la Presidente Maria Cecilia Morandini.
Lo studio integrale è disponibile sul sito di EASE: Studio EASE